24 Maggio 2017 | Pesce Sostenibile

I pescatori italiani si impegnano nella protezione delle tartarughe

È giunto ormai al quarto anno il progetto TartaLife finanziato dall’Unione Europea e dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dalla Regione Marche, con lo scopo di tutelare le tartarughe marine attraverso non solo il rafforzamento dei presidi di recupero e di primo soccorso lungo le coste italiane, ma anche il coinvolgimento delle attività di pesca professionale.

Nello specifico, TartaLife si impegna per contenere la mortalità della specie Caretta Caretta mediante la riduzione del bycatch effettuato con palangari, reti a strascico e da posta, con diffusione di ami circolari e TED perfezionati e la sperimentazione di un attrezzo alternativo alle reti da posta.

Il mondo della pesca dunque si mobilita a difesa di una pesca sostenibile, dimostrando grande sensibilità e concreto impegno verso i temi della salvaguardia dell’ambiente marino e costiero. Numerosi i pescatori che in questi tre anni di progetto hanno collaborato con i Centri di recupero, consegnando le tartarughe catturate accidentalmente presso i vari Presidi e prestando il primo soccorso in mare agli esemplari.

Il progetto TartaLife è promosso nelle 15 regioni italiane che si affacciano sul mare; il capofila del progetto è il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) – Istituto di Scienze del Mare di Ancona che coordina le azioni degli altri partner coinvolti. (Fonte: Federcoopesca)