21 May 2015 | Pesce: consigli su dieta e benessere

È il pesce l’antidoto all’invecchiamento?

Le nostre abilità cognitive traggono enormi giovamenti da una dieta a base di pesce, frutta, verdura, noci, olio extravergine d’oliva. Ma forse c’è dell’altro.

Mangiar sano per vivere meglio e più a lungo. Si legge in un bel articolo apparso su Lifegate che, secondo un recente studio della McMaster University di Hamilton, Ontario, Canada , mangiare frutta, verdura, cereali integrali e pesce, aiuti il nostro cervello a conservare anche durante la vecchiaia migliori prestazioni mnemoniche e di ragionamento.

I ricercatori hanno scoperto che tra 28.000 anziani provenienti da 40 Paesi, quelli che hanno dichiarato di “mangiare sano” si sono rivelati meno propensi a mostrare cali di memoria e di attenzione, conservando le abilità mentali negli anni. Rispetto al gruppo di anziani consumatore di carne rossa e dolci, il rischio di declino mentale per il primo gruppo è stato di circa un quarto inferiore. Secondo il ricercatore Andrew Smyth, a capo del team di ricerca, pur considerando che le persone con abitudini alimentari sane possono essere più istruite, più magre, più propense all’attività fisica e meno inclini a fumare di quelle che fanno meno attenzione alla dieta, dallo studio risulta comunque chiaro che una sana alimentazione può ridurre il rischio di declino cognitivo.

Parallelamente, una ricerca spagnola ha ribadito che una dieta mediterranea a base di pesce, frutta, verdura, cereali integrali, con l’aggiunta generosa di noci ed olio extravergine d’oliva, contribuisce a tenere allenate le abilità cognitive della nostra mente anche durante la sua fase senile. Si può ritardare l’insorgenza del declino mentale correlato all’invecchiamento con una dieta sana ricca di alimenti con un alto potere antiossidante, come l’olio extravergine di oliva e le noci”, dice il Dr. Emilio Ros dell’Hospital Clinic di Barcellona. “Poiché l’età media dei partecipanti era di 67 anni quando è iniziato il test, possiamo affermare che non è mai troppo tardi per cambiare la nostra dieta, per mantenere o addirittura migliorare la funzione cerebrale”