3 June 2015 | Pesce: consigli su dieta e benessere

Dieta Pegan, la nuova frontiera del mangiar sano

Oggigiorno seguire una dieta significa abbracciare uno stile di vita. Approfondiamo dunque i vantaggi della dieta Pegan.

Primitiva ma salutare. Una delle novità più curiose nel settore sempre dinamico della nutrizione è senza dubbio la cosiddetta dieta “Pegan”, che nasce dalla fusione a freddo dei dettami del veganesimo da un parte e della dieta “Paleo” dall’altra. Ma cos’è esattamente una dieta Paleo? Un particolarissimo sistema di alimentazione, di formulazione in verità piuttosto recente, basato sul consumo esclusivo di quei cibi che anche i nostri antenati potevano procacciarsi senz’altro strumento che le loro stesse mani: dunque carne, pesce, verdura, frutta, ma non, ad esempio, cioccolato, pane, salse, condimenti vari.

La dieta Pegan è stata lanciata dal nutrizionista Mark Heyman, dell’Università di Cleveland. Come si legge nel sito bluewin, che riporta le dichiarazioni della dietologa australiana Susie Burrell “la dieta Pegan combina i principi della dieta Paleo e della dieta vegana, incorporando ad essa più fibre e più cereali, che vanno dunque ad aggiungersi a una dieta già abbastanza ricca di fibre. Una delle cose più positive della dieta Pegan è che combina tutti i gruppi alimentari di cui il nostro organismo ha bisogno: proteine, cereali e grassi buoni. Elimina invece le sostanze più nocive che il corpo riceve attraverso il consumo di alimenti quali i latticini e gli zuccheri.”

Particolare importanza assume dunque (e non dovrebbe troppo siprenderci) anche e soprattutto il pesce. L’università di Uppsala e il Karolinska Institute, si legge infatti in un recente articolo dell’Huffington Post, “hanno pubblicato uno studio secondo il quale i grassi saturi (quelli tipici degli alimenti di origine animale) favoriscono l’accumulo di grasso a livello addominale e intorno agli organi, mentre quelli polinsaturi (abbondanti nel pesce) sono associati a un aumento della massa muscolare e a una riduzione della massa grassa. Una ricerca italiana condotta dalla Nutrition Foundation of Italy ha dimostrato che alti livelli di Omega-3 possono ridurre il rischio di infarto del 65 per cento e nel caso degli Omega 6 dell’85 per cento.
Strada libera dunque per il pesce azzurro (e quindi ad acciughe, merluzzo, orata, palombo, rombo, sogliola e spigola).
Una ricerca italiana condotta dalla Nutrition Foundation of Italyha dimostra del resto che alti livelli di Omega-3 riducono il rischio di infarto anche del 65 per cento.