29 Settembre 2020 | Pesce Sostenibile

Acquacoltura e ricerca scientifica alleate per il pesce di allevamento

Allevatori e ricercatori alleati per migliorare la salute e il benessere dei pesci di acquacoltura e ottimizzare la produzione. Lo ha fatto sapere l’Associazione piscicoltori italiani di Confagricoltura, in occasione dell’incontro ‘Miglioramento della salute dei pesci: il contributo della ricerca’ organizzato in collaborazione con la Società Italiana di Patologia Ittica (Sipi).

“L’emergenza sanitaria ha messo in evidenza l’importanza di un’alimentazione che, anche grazie al consumo dei prodotti ittici, rafforza il sistema immunitario – ha sottolineato il presidente Pier Antonio Salvador – ma molto si deve ancora fare per lo sviluppo dell’acquacoltura nazionale. Nonostante l’Italia sia tra i Paesi più ricchi al mondo per le risorse idriche, per il consumo del pesce dipendiamo ancora per il 70 % dall’estero”.

Il presidente Sipi, Andrea Gustinelli, ha evidenziato come sia all’avanguardia il mondo della ricerca e del trasferimento tecnologico collegato al settore ittico. La collaborazione tra l’acquacoltura e i ricercatori si basa su un forte dialogo, permettendo così alla scienza di aiutare gli allevatori ad ottimizzare ancora di più la produttività, migliorando la salute e il benessere dei pesci e garantendo la sicurezza alimentare.

In Italia oggi i 750 impianti di allevamento ittico occupano 15 mila e sono un esempio globalmente riconosciuto di acquacoltura sostenibile e tecnologicamente avanzata, che offre prodotti di elevata qualità. Recentemente, spinta dai consumi, è aumentata la produzione di orate e spigole, anche se la trota resta il pesce più allevato. Complessivamente la produzione è di 60 mila tonnellate per un valore all’origine di 300 milioni l’anno, esclusi gli avannotti di spigola e orata, il caviale e le uova embrionate. (ANSA)