25 ottobre 2018 | Consigli su Dieta e Benessere

Cosa mangiare per mantenere in forma smagliante il nostro cervello?

Dimmi cosa mangi e ti dirò quanto sei smart. “Quello che mangiamo determina la qualità dei nostri neuroni: il cibo influenza concentrazione, performance, memoria. La buona notizia è che per aiutare il nostro cervello a non invecchiare possiamo cercare di influenzare le performance dei neuroni, cominciando da giovani. Ed è possibile rallentare il declino cognitivo di 7 anni e mezzo, solo con la dieta giusta”. Paola di Sara Farnetti, specialista in medicina interna e nutrizione, autrice di Mai più a dieta. Salute e longevità con la medicina di precisione’.

“Grasso addominale e picchi di insulina  sono nemici giurati del cervello, nutrito invece da acidi grassi come il Dha, gli Omega 3 e l’Epa“. Acidi grassi “contenuti in salmone, sgombro e pesce azzurro: servono a mantenere le membrane flessibili e influenzano le capacità cognitive. Se assunti durante la gravidanza migliorano addirittura l’intelligenza del feto, specie gli Omega 3. Anche l’uovo è un alimento strategico in gravidanza, in particolare il tuorlo, ricco di colina”, spiega Farnetti. Occhio poi alla vitamina D: “Protegge il cervello attraverso l’aumento dell’attività delle cellule gliali, che hanno la funzione di sanare i neuroni danneggiati”. Per fare il pieno di vitamina D – ‘regalata’ dall’esposizione solare – anche a tavola, la specialista suggerisce uova, burro, avocando, salmone.

Tra gli alimenti da portare in tavola per il benessere del cervello, piatti ricchi di olio di salmone, merluzzo e frutti di mare. “Come spezzafame no al grissino, sì alla cioccolata, meglio il pane con olio extravergine d’oliva al pane con la marmellata. Sì ai frutti rossi e ai broccoli, ma anche alla curcuma. Insieme agli Omega 3 e al colesterolo buono alto, per spegnere il ‘braciere ardente’ del grasso addominale”.

Infine, “anche come si mangia è importante: masticare è una sorta di respirazione per il cervello, dunque i cibi croccanti supportano la neurogenesi, mentre una dieta semiliquida a base di brodi, zuppe e omogeneizzati può interferire negativamente”, conclude l’esperta. (ADN KRONOS)